venerdì 27 marzo 2009

Un caso di coscienza civile.

Questa mattina mi è capitato di scorrere il quotidiano locale ad un certo punto mi ha colpito un articolo relativo al sequestro di 4 camion disposto dal gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata della guardia di finanza per traffico illecito di materiale di scavo.
La cosa mi ha colpito e spinto a proseguire la lettura. La ditta in questione lavora nella provincia di Trieste e la violazione di legge riguarda lo smaltimento di materiali di scavo, tra l’altro regolarmente analizzati, in un discarica slovena a circa 15 chilometri da Trieste anziché a Pordenone la prima discarica idonea utilizzabile in Italia a circa 100 chilometri. La contestazione è relativa a 4 giorni di movimentazione di materiale per un valore stimabile intorno ai 30.000 euro. Se il sequestro dovesse continuare probabilmente metterebbe a rischio 25 posti di lavoro. In uno Stato di diritto le regole vanno rispettate e la loro violazione sanzionata. In questo caso però mi sembra che ci sia qualcosa di anomalo, mi sembra ci sia una sproporzione eccessiva fra l’infrazione e l’azione sanzionatoria. E’ veramente questo il “crimine organizzato” da sradicare dalla società civile?

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