giovedì 26 marzo 2009

Come ho smesso di fumare.

Stavo guidando ed ascoltando un programma radiofonico che forniva consigli per smettere di fumare. Sano andato a ritroso nel tempo per individuare la data precisa: sabato 31 maggio 2003 giornata mondiale senza tabacco. Sulle prime non ho prestato molta attenzione agli interlocutori ma man mano che il dialogo proseguiva ho incominciato ad ascoltare con maggior attenzione. Non ricordo i partecipanti ma ricordo ancora oggi le loro affermazioni. Smettere di fumare è molto difficile. Solo il 5% che ci prova da solo riesce a smettere in maniera definitiva. Nel frattempo ho acceso una sigaretta e la consumo con il fastidio di non riesce a farne a meno. La trasmissione continua con vari interventi di carattere medico e nel frattempo io continuo a fumare e ad innervosirmi. Ad un certo punto mi chiedo: è mai possibile che io non riesca a smettere da solo? La rabbia aumentava e pure la voglia di fumare. Ho terminato il pacchetto appena acquistato in tempi relativamente brevi ed ho incominciato a chiedermi come fare per smettere definitivamente. Ho fatto un tentativo. Ho deciso di darmi una scadenza: 5 giorni. Mi sono concesso una sigaretta alle ore 12.00 di lunedì e così fino a venerdì sempre alla stessa ora. Da allora non ho più toccato sigaretta e ne sono molto fiero. La considero una grande vittora e sinceramente da parecchio tempo non mi passa neanche per la mente di accendere una sigaretta. Non è una ricetta valida per tutti ma provare non costa niente, il beneficio però è veramente notevole. In bocca al lupo a chi desidera provare.

Un Parlamento talebano.

Mi fa inorridire l’idea di non avere la libertà di morire naturalmente. Proprio così. Il Parlamento seguendo nuovo indirizzo politico confessionale trasversale di dichiarata matrice cattolica di fatto non mi permette di stabilire neanche attraverso testamento biologico la facoltà di morire in modo dignitoso. Da pochi mesi ho perso mia madre. E’stata sopraffatta da una malattia rara e subdola la sindrome di Korsakoff originatasi a causa di una degenerazione del fegato (cirrosi da farmaci) originata dalla azione combinata di una epatite sommata all'effetto di una chemioterapia. Si tratta di una malattia che porta alla degenerazione cerebrale progressiva e rapida con conseguente perdita della capacità motoria. Assistere una persona cara che giorno dopo giorno si spegne ma soprattutto che perde giorno dopo giorno un pezzetto di dignità è una esperienza che non auguro a nessuno. Non essere in grado di alimentarsi, di parlare, di essere lucidi può chiamarsi vita? Non credo proprio. Vedevo negli occhi di mia madre, una persona energica dinamica ed estremamente combattiva, il vuoto, l’assenza di reazione, la rassegnazione. L’unico aspetto che mi ha permesso di affrontare con serenità il decorso della malattia negli ultimi nove mesi è stato il fatto che mi madre non provava dolore fisico. Manifestava qualche senso di fastidio quando le facevo sostenere qualche piccolo esercizio di ginnastica passiva. Qualche volta nei momenti più lucidi che nel tempo diventavano sempre più rari abbozzava un sorriso di approvazione per il cibo o per qualche visita di amici o parenti. Io ho affrontato e assistito personalmente mia madre per circa nove mesi di cui circa cinque di ricovero ospedaliero. Ne sono uscito profondamente provato fisicamente e psicologicamente. Ma in tutto il periodo il decorso della malattia era purtroppo molto chiaro e l’esito scontato. Che cosa avrei potuto fare se la malattia avesse avuto un decorso diverso? Se mia madre si fosse trovata in coma, alimentata e idratata artificialmente? Magari senza speranza? Mi chiedo se gli eletti del Parlamento nella loro ricerca di onnipotenza ed immoralità sono realmente consapevoli di ciò che hanno fatto. Anche perché in questo caso sono andati contro l’opinione pubblica che da più parti era favorevole al testamento biologico cioè dare ai cittadini il diritto di scelta ma evidentemente il potere della chiesa cattolica è troppo forte. Chissà se avanti di questo passo proibiranno la vendita di preservativi? Ormai non mi meraviglia più nulla ma credo che se le cose rimarranno così mi troverò nella condizione di andarmene dall’Italia per avere la libertà di morire dignitosamente e non correre il rischio di trovarmi attaccato ad un macchina. Amo la vita ed ho sempre combattuto per essa, per inciso dodici anni fa ho affrontato e superato un tumore maligno … ma questa è un’altra storia.

martedì 24 marzo 2009

Il termometro dei mercati finanziari.

Con la globalizzazione dei mercati e l'avvento dell'information technology il battito d’ali di una farfalla può essere in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo. Gli effetti della crisi del settore finanziario hanno ormai contagiato tutti i mercati finanziari e la contrazione del credito derivante ha congelato le economie reali. Come muoversi in una situazione di questo genere approfittando delle opportunità dei bassi prezzi di azioni e obbigazioni senza assumere rischi eccessivi? Esiste un temometro che misura il grado tensione dei mercati: il Vix. "Dal 1993 VIX è il simbolo (ticker) del Chicago Board Options Exchange Volatility Index, ed esprime l'andamento della volatilità implicita delle opzioni sull'indice S&P 500." Come ci può aiutare? In modo molto semplice quando il livello diventa troppo elevato è più salutare stare lontani dal mercato. Cioè restare liquidi o alleggerire le posizioni in particolare quelle aperte su strumenti azionari e obbligazionari a medio lungo termine. Quali sono i livelli elevati e quali sono bassi? Tendenzialmente il livello di 20 rappresenta una barriera significativa. Al di sotto il livello di stress degli operatori è pressocchè nullo, al di sopra sale esponenzalmente. In questo momento siamo intorno a 40 per cui anche se la situazione è ben lungi dall'essere tranquilla a questi livelli di prezzi non mi sembra poi folle inizare ad accumulare con prudenza in particolare su titoli con un basso livello di indebitamento. Considerazione valida sia in ambito azionario che obbligazionario.

La crisi finanziaria si sta esaurendo? Può darsi ma ...

Mai come in questo momento le azioni di politica monetaria degli Stati Sovrani si muovono all'unisono, forse con un pò di ritardo ma le iniziative incominciano ad avere qualche effetto positivo. Le teorie di John Maynard Keynes tornano in auge ogni qual volta si verifica un evento catastrofico nell'emisfero finanziario. Citando le sue parole « Il gioco dell'investimento professionale è noioso e defatigante in modo intollerabile per chiunque sia del tutto immune dall'istinto del gioco d'azzardo; e chi lo possiede deve pagare il giusto scotto per questa sua tendenza » purtroppo come spesso accade lo scotto lo pagheremo tutti poichè senza un massiccio intervento pubblico la situazione portebbe ultriormente peggiorare. Probabilmente fra qualche anno come spesso succede ci troveremo di nuovo in una situazione di euforia collettiva come sempre accade nelle fasi di boom successive ad un crollo. I compensi dei Top Manager e degli Amministratori Delegati saranno sicuramente giustificati dai risultati conseguiti e la finanza dei piani alti tornerà a passare inosservata e probabilmente incomprensibile per i più. Vedremo se gli organismi di controllo saranno più efficaci ed efficenti e soprattutto se le agenzie di rating avranno ragione di esistere visti i risultati ma soprattutto la veridicità delle loro stime. Risulta difficile immaginare un futuro dei mercati finanziari più semplice e trasparente, aspettiamo quindi il prossimo boom che come sempre sarà il preludio di un successivio crollo.

venerdì 20 marzo 2009

Di Pietro De Magistris e l'incoerenza della politica.

Anche il buon Tonino dovrà vare i conti con la giustizia o ingiustizia che dir si voglia. L'ex Gip Luigi De Magistris ha espresso la volontà di abbandonare la Magistratura per intraprendere la carriera politica candidandosi per le elezioni europee nelle liste dell'IdV. Cosa farà Antonio Di Pietro alle prese con lo statuto dell'Italia dei Valori che non prevede la candidatura di indagati? Ho seguito sporadicamente ma con interesse le vicende legate all'attivita svolta da Luigi De Magistris in veste di magistrato e mi sembra proprio che si sia messo contro i "poteri forti" che controllano interessi troppo grandi per un Gip lasciato solo. Per usare una citazione andreottiana: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Mi vien da pensare che di persone rette in politica ci sia bisogno. Forse anche il buon Tonino insieme ai suoi colleghi sarà costretto a chiudere un occhio e ad adottare la presunzione di innocenza fino a prova contraria.

E se Fritz fosse italiano?

La drammatica vicenda Austriaca ha sconcertato tutto il mondo. Un padre aguzzino che ha segregato per anni figlia e nipoti-figli sembra uscire da un film dell'orrore. Da questo evento però possiamo notare alcuni aspetti interessanti. Il processo è durato quattro giorni. Il giudice ha manifestato una grande sensibilità nei confronti delle vittime. L'avvocato dell'imputato ha affermato di non voler presentare appello. E se tutto questo fosse successo in Italia? Incontro notevoli difficoltà ad immaginare l'esito di un evento così eclatante risolversi in tempi così brevi e con altrettanto rispotto per le vittime. Pensiamoci.

mercoledì 18 marzo 2009

Gli incentivi del governo alle Pmi.

Ho avuto modo di sentire che il parlamento ha approvato una serie di misura finanziarie a favore delle PMI con il plauso della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Inoltre mi è giunta voce che Vittoria Brambilla titolare della delega al turismo si è mossa per coordinare l'offerta turistica insieme a Francia e Spagna. Tutte notizie molto positive. Mi fa molto piacere ma mi trovo in una situazione paradossale. Non ho sentito alcuna notizia in merito al fatto che Trenitalia ha rinnovato il contratto con le Agenzie di Viaggio con condizioni che hanno portato molte Agenzie a cessare il sevizio per eccessiva onerosità a causa della richiesta di fideiussioni bancarie a garanzia del credito superiori al fatturato. Il servizio di biglietteria ferroviaria non rappresenta di sicuro il core business per la maggior parte delle Agenzie ma trovarsi nelle condizioni di sospendere un servizio per non lavorare in perdita lascia un senso di amarezza anche perchè il principale beneficiario delle nuove condizioni è l'istituto bancario che fornisce la garanzia fideiussoria. Capisco la necessità di aiutare le banche ma a che prezzo?